CARO PAPADIA, BISOGNEREBBE OCCUPARSI SOLTANTO DI COSE CHE SI CONOSCONO

 

Alle ore 9:31 di sabato sette settembre riceviamo in redazione il numero novantasei dell’organo del Nuovo PSI, E’ Ora – Bisogni e meriti: si tratta del solito numero monografico – dal titolo «Dalla dittatura fascista alla libertà» – con articolo firmato da Vincenzo Papadia.

 

Verso la fine dello scritto si asserisce «a noi, però, l’8 Settembre 1943 da una grande lezione, Nenni, Pertini, Lombardi, Vassalli, Mancini e Zagari rifiutarono la riedizione di un Regno italiano per i Savoia indegni di rappresentare l’Italia. (che invece Togliatti avrebbe volentieri appoggiato)».

 

E ancora: «i Savoia si sono macchiati delle leggi razziali, hanno fatto lo zerbino a Mussolini ed alla dittatura, hanno fatto sbattere in galera democratici, socialisti e liberali, pertanto non potevano restare. Il nuovo motto era “Repubblica, una e indivisibile”».

 

Per capire che questa ricostruzione storica sia una bufala non ci vuole certo una laurea, ma affidiamo la risposta ad un passaggio del discorso che il responsabile delle relazioni internazionali del Partito Comunista, il genovese Guido Ricci, ha presentato alla Conferenza Internazionale della Iniziativa Comunista Europea , tenutasi nel febbraio scorso ad Istanbul.

 

«Togliatti in quegli anni era già influenzato dal gradualismo; proponeva come obiettivo della lotta contro il fascismo e la guerra, considerato inevitabile, l’istituzione di un’Assemblea repubblicana, sostenuta da consigli operai, che – una volta sconfitto il fascismo dall’insurrezione – potesse promuovere riforme democratiche».

 

E prosegue: «Più tardi, per trovare un compromesso, Togliatti dirà che l’Assemblea repubblicana è solo una forma di slogan di agitazione, una sorta di obiettivo intermedio, ma l’obiettivo finale rimane lo stato operaio».

 

E’ del tutto evidente che l’istituzione di un’Assemblea repubblicana è assolutamente incompatibile con la restaurazione della monarchia che, secondo il Papadia, sarebbe stato il desiderio del segretario genovese del partito revisionista.

 

Bosio (Al), 09 settembre 2019

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

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